SOL-R's Carlo Toic is interviewed by Rinnovabili
- Jun 24
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Updated: Jul 14
ENGLISH / ITALIAN ■ 24 JUNE 2026 ■
The interview, reproduced below, can be found on Rinnovabili's website here : https://www.rinnovabili.it/agrifood/agricoltura/carlo-toic-sol-r-global-infrastructure-intervista-agrifood-forum/
In this interview, Carlo Toic explains how farmers can maximize the value of agricultural land hosting renewable energy installations : the land can be sold to specialty investors like SOL-R Global Infrastructure whilst the farmer can keep farming the land in the context of an agri-PV project. And with the sales proceeds of the formerly owned land, the farmer can buy additional land to increase the footprint of his agricultural activities.
Intervenuto all'Agrifood Forum di Rinnovabili, Carlo Drazen Toic illustra il ruolo della società nel finanziare l'espansione degli impianti rinnovabili, liberando capitale per sviluppatori e garantendo stabilità ai proprietari agricoli.
Valorizzare i terreni agricoli interessati da impianti rinnovabili senza privare gli agricoltori della loro disponibilità e garantendo la possibilità di riacquistarli a fine vita degli impianti. È questo il modello proposto da Carlo Drazen Toic, COO e Co-founder di SOL-R Global Infrastructure, intervenuto ai microfoni di Rinnovabili in occasione della quinta edizione dell‘Agrifood Forum, l’evento di riferimento della filiera organizzato dalla testata giornalistica in collaborazione con Confagricoltura.
Entrando nel merito, Toic ha ricordato che “i diritti di superficie vengono concessi di solito per 25-30 anni, con rinnovi da 5-10 anni. Quindi il proprietario terriero, ovvero l’agricoltore, ha già concesso un diritto di superficie probabilmente superiore ai 40 anni. Quando noi rileviamo questa proprietà, l’agricoltore non perde la disponibilità del terreno, ma continua a coltivarlo, capitalizzando al tempo stesso sul valore dell’infrastruttura che è stata costruita sopra”.
“L’investimento nel terreno è un capex relativamente “morto””, sottolinea Toic, “si tratta di un bene non ammortizzabile, almeno in Italia, e poco liquido. Quindi, quando i terreni vengono proposti in vendita anziché in affitto, noi subentriamo acquistandoli e concedendoli poi in diritto di superficie ai produttori di energia”.
Un aspetto centrale riguarda infine le garanzie offerte agli imprenditori agricoli e alle loro famiglie. “Un terreno agricolo ha un valore compreso tra i 15 e i 20 mila euro, mentre un terreno interessato da infrastrutture energetiche può arrivare a valere tra i 40 e i 50 mila euro. L’agricoltore ha quindi la possibilità di valorizzare questo patrimonio e, allo stesso tempo, possiamo strutturare l’operazione in modo da concedere a lui o ai suoi successori la possibilità di riacquistare il terreno in futuro, quando l’impianto non sarà più presente”.



